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Camposanto Monumentale di Pisa

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Il Camposanto, la cui costruzione fu iniziata nel 1278, su progetto di Giovanni di Simone si articola su una galleria rettangolare attorno al prato dell’antico cimitero.
 
Le pareti interne furono affrescate, soprattutto nel XIV secolo, ed alle tombe dei Pisani illustri altre se ne aggiunsero.

Fin dall’inizio del XVIII secolo vi furono trasferiti sarcofagi antichi, molti dei quali erano serviti come tombe intorno al duomo.

Nel XIX secolo vi furono trasportati anche reperti antichi e medievali ritrovati in città, cosicchè oggi il Camposanto viene a costituire uno dei maggiori musei pisani.

Nella galleria meridionale sono degne di nota le pitture a fresco di Taddeo Gaddi con le Storie di Giobbe.  Di particolare interesse sono gli affreschi del XIV secolo raffiguranti il Trionfo della Morte e il Giudizio Universale attribuiti a Bonamico Buffalmacco.

Entrando nella galleria occidentale, in alto, pendono le catene che cingevano l’accesso del Porto Pisano e che furono trafugate dai genovesi nel 1932.

Tra le numerose tombe si ricorda quella di Bartolomeo Medici, comunemente  attribuita al Tribolo. Una recente sistemazione ha riportato al loro posto originario le pitture a fresco del Lomi e del Ghirlanda.

Nella galleria settentrionale, sono visibili affreschi trecenteschi di scuola umbra, effigianti Episodi della Genesi. Dalla Cappella degli Ammannati, con il Monumento funebre di Ligo Ammannati, si passa nella sala ove sono stati esposti significativi affreschi staccati dalla galleria meridionale.

La trecentesca Cappella Aulla custodisce una pregevole terracotta policroma attribuita a Giovanni della Robbia.

Da menzionare è il Sarcofago delle Muse, opera d’età imperiale del III secolo d. C.

 

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