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Necropoli di Vetulonia

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Necropoli di Vetulonia Solo le vastissime necropoli possono dare un’immagine esatta della ricchezza e potenza di Vetuloniia (in provincia di Grosseto) a partire dall’VIII secolo a. C., quando iniziò lo sfruttamento delle miniere di rame, argento e piombo delle Colline Metallifere.

Le tombe della fase arcaica hanno restituito una notevole quantità di oggetti in bronzo lavorato e gioielli in oro ed argento prodotti localmente i importati dal Mediterraneo orientale, dalla Francia, dall’Egitto e dalla Sardegna. L’intensificarsi dei rapporti con le città etrusche del Lazio settentrionale, permise l’arrivo a Vetulonia di prodotti esotici, come confermano i ritrovamenti dei ricchi corredi nelle cosiddette Tombe a circolo, sepolture probabilmente destinate a più persone dello stesso clan familiare. Fra i contesti funerari di questo tipo, databili alla fine del’VIII o alla metà del VII secolo a.C., si possono ricordare i Circoli dei Monili, di Bes, delle Pellicce, dei lebeti, del Tridente e la Tomba del Duce.
Nella seconda metà del VII secolo a.C., fanno la loro apparizione le monumentali tombe gentilizie a tumulo, con camera a pianta quadrangolare e copertura a falsa cupola, sorretta da un pilastro centrale, lungo la Via dei Sepolcri se ne possono ammirare due esempi superbi quali le Tombe della Pietrera e del Diavolino. Per i secoli successivi non si hanno molte notizie, ma alcuni ritrovamenti fanno supporre che a Vetulonia la vita sia continuata senza interruzioni per tutto il VI e V secolo a.C., per sfociare poi in un nuovo periodo di prosperità nel III secolo a.C.

 

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